TOHff 2010 | X

ARCHIVIO

Stiamo ultimando di caricare i materiali degli scorsi anni, a breve tutte le info sulle passate edizioni saranno disponibili.

We are finishing to load the materials of the past few years, soon all the details on past edition will be available.

Editoriale TOHff 2010 | Editorial TOHff 2010

TOHorror Film Fest 2010 | X Edizione

Cronofobia

Se leggete queste righe, allora il peggio forse è passato.
Abbiamo attraversato secche impietose e fortunali da rendere l’anima al diavolo, ma ora ci siamo. Siamo pronti a sbarcare, nonostante le battaglie combattute fino ad ora, per stare a galla e continuare a navigare.
Per giungere infine all’approdo…
Non insisteremo sulle difficoltà incontrate, se il caso, lo avrete scoperto tra le pagine del sito, quello che importa è che la ciurma sia in coperta a preparare lo sbarco, ad oliare le armi: gli attrezzi da giocoleria, i costumi, i fuochi artificiali. Perché è questo che siamo, pirati in mare e circo viaggiante per terra. Teatranti, fenomeni da baraccone e guitti. Partiti da non si sa dove e venuti a portare il nostro spettacolo di fantasia e sogni, piccolo e tal volta povero, tanto povero che gli attori si cuciono i vestiti da soli e mangiano insieme all’ombra della prima luna, la corvè di cucina a turno.
Ma che ogni anno tornano ad imbarcarsi, e questo alla fine è il vero mistero d’autunno.
Perché il teatro viaggiante arriva una sola volta l’anno, e per quanto modesto rimane l’unico. E la passione che si cela dietro, vale ne notti per mare e la fame.
Ed anche io, sul ponte, liscio le piume sul mio cappello, acconcio i baffi, sistemo la mia sgargiante palandrana da domatore e intanto ripasso la parte.
Cronofobia è il titolo della decima edizione del TOHorror Film Fest.
È il tempo che passa, inesorabile, e la paura da leviatano che da sempre ci incute. Su di esso ruoteranno gli incontri con gli scrittori, i seminari, le mostre, gli spettacoli, le letture.
Oltre ai concorsi, certo, e due imperdibili anteprime cittadine al cinema.
Quindi un inchino, al pubblico immaginario, tra il clangore dei fabbri e le note dei liutai, dabbasso, in coperta. Uno sventolio del cappello, un sorriso.
Si va in scena.

CORTOMETRAGGI | SHORT FILMS

Ahong
(Spagna, 2010 - 20′) di Oriol Martinez/Chi Shin Hou

Cadaveri a legna
(Italia, 2010 - 30′) di Luigi Maria Marani

Cremisi
(Italia, 2010 - 12′) di Sebastiano Serino

Dagida
(Italia, 2007 - 5′) di Franco Masselli

Deriva
(Spagna, 2009 - 17′) di Angel Tirado

Dromo | VINCITORE/WINNER
(Italia, 2010 - 35′) di Simone Barresi

Inevitabile
(Italia, 2009 - 5′) di Luca Sabbioni

La rete
(Italia, 2010 - 25′) di Alessio Liguori

Lavoro nero
(Italia, 2010 - 8′) di Daniele Bertuzzi

Mai così vicini
(Italia, 2010 - 13′) di Emanuele Ruggiero

Mordi e sputa
(Italia, 2008 - 10′) di Marco Tosti

Terrible Truth
(Italia, 2010 - 19′) di Angelo e Giuseppe Capasso

The dark strain
(Olanda, 2010 - 26′) di Jan Nanne

 

EXPERIMENTAL & ANIMATION

Blarghaaahrgarg
(Portogallo, 2010 - 19′) di Nuria Leon Bernardo

Claustrophobia
(Italia, 2010 - 4′) di Luca Baggiarini/Emanuele Contadini

Le malinconiche pene del grom
(Italia, 2010 - 4′) di Paolo Gaudio

Les bessones del carrer de ponent
(Spagna, 2010 - 13′) di Marc Riba/Anna Solanas

Malfunction
(Turchia, 2009 - 8′) di Ayce Kartal

Mascelle
(Italia, 2010 - 2′) di Max Sankt Magdalener

Papà Wrestling
(Portogallo, 2010 - 8′) di Fernando Alle

Still Leven
(Italia, 2010 - 3′) di Donato Arcella

The gibbering horror of Howard Ghormley
(USA, 2005 - 12′) di Steve Daniels

SCENEGGIATURE | SCREENPLAYS

Halloween
(Italia, 2009) di Stefano Pandolfi

La quarta dimensione
(Italia, 2010) di Antonio Montefalcone

Sotto l’ombra
(Italia, 2010) di Vincenzo Pandolfi

Stanza 4-26 | VINCITORE/WINNER
(Italia, 2010) di Valentina Campus

Una lunga vita
(Italia, 2010) di Noemi Pulvirenti

PREMI TOHff | TOHff AWARDS

PREMIO ANTONIO MARGHERITI

Per la spiccata inventiva artigianale (assegnato dal TOHorror):

AMER di Bruno Forzani e Hélène Cattet
“Per la complessità e la potenza espressiva capaci di evocare in maniera inequivocabile e appassionata la magia del cinema di genere italiano del suo miglior periodo. Quasi un sonetto d’amore, dal gusto amaro.”

 

MENZIONI SPECIALI:

OCCHI di Lorenzo Bianchini
“Per la capacità di coniugare, tra i migliori esempi del moderno cinema indipendente italiano, esigenze produttive e buone idee. Con uno sguardo e un talento fuori dal comune.”

L’ESTATE FREDDA 1 e 2 di Claudio Tacchi
“Per la volontà di cavalcare i generi rimescolando i cliché in una fuga continua dalla banalità. Un’altra vittoria di cervello e pazienza ai danni del marketing.”

7 A RITROSO SORTIRÀ 7 di Francesco Niccolai e Serena Schinaia
“Per l’arguzia del progetto e l’ottima fattura, che sottolineano la buona salute artistica di tanti giovani talenti nostrani, nelle secche della produzione di genere. Un incubo a doppio senso.”

CREMISI di Sebastiano Serino
“Per la giovane età che accompagna un talento così maturo e visionario, in un video di rara ferocia e consapevolezza esistenziale. Piccoli mostri crescono.”

GIURIE | JURIES

Giuria Concorso Cortometraggi

Davide Pulici - Nocturno
Marco Viola - Splattercontainer

 

Giuria Concorso Experimental & Animation

Marco Testa - Videomaker
Alessio Gradogna – Critico cinematografico

 

Giuria Concorso Sceneggiature

Andrea Cavaletto - Sceneggiatore
Cristiana Astori - Scrittrice

EVENTI CINEMA | CINEMA EVENTS

Occhi

(Italia/Portogallo, 2010) di Lorenzo Bianchini

Un restauratore viene incaricato di restituire all’antico splendore gli affreschi di una villa. Il custode di questa villa si è tolto la vita recentemente, regalando un’aura particolare al posto. Il pittore troverà che tutti gli occhi delle figure dei dipinti sono stati cancellati…

Lorenzo Bianchini è un poeta del low budget. Con l’ultimo suo lavoro, “Occhi”, dimostra ancora una volta cosa si può fare con risorse modeste se si hanno idee. Soprattutto nel cinema di genere. Con questo strano film, il primo non autoprodotto, ma comunque girato in condizioni di risparmio, Bianchini torna a riproporre alcuni se non tutti gli elementi del suo cinema, quasi a tentare di comporre quel quadro che è la cifra stilistica del regista friulano. L’esplorazione dell’ambiente intorno a noi, la minaccia che si cela in quello spazio primo, con un’indagine verrebbe da dire geografica dei mali dell’animo umano. Sono i luoghi a contenere il male, sono loro i protagonisti antichi della Storia. Tutto si gioca sulle atmosfere in “Occhi”, su tensioni pronte a defl agrare. Sul divieto di guardare che risuona nel film, sulla volontà del regista di non mostrare, rimandando sempre di più ad una sottrazione che disorienta chi guarda (e non dovrebbe guardare).
Si è detto molto di presunte parentele artistiche di Bianchini con certi maestri, ma è roba vecchia. Bianchini e il suo cinema sono quello che devono essere, e fanno il loro sporco lavoro. Di tenerti inchiodato alla poltrona per tutto il tempo che dura il fascio di luce. E procurarti più di un sobbalzo, oh sì!

“Tutte le case hanno una propria sensibilità, assorbono la vita di chi le abita. Se i muri potessero parlare…
Ma i muri tacciono. Ascoltano tutto, ma tacciono”.
Ci sono occhi che sanno penetrare nella sensibilità di una casa sino a rimanere accecati dalle storie agghiaccianti che i muri, a volte, trasmettono.
Storie di sguardi lontani, di occhi che guardano fuori per vedere dentro, di chi ha sempre vissuto con la sensazione di essere osservato.

 

Amer

(Francia/Belgio, 2009) di Hélène Cattet, Bruno Forzani

Ana si confronta, nel corpo e nella mente, durante tre momenti chiave della sua vita. La sua quiete carnale viaggia tra realtà e fantasmi colorati… che diventano man mano più opprimenti. Una mano inguantata le impedisce di urlare, il vento le accarezza le gambe, la lama di un rasoio le sfiora la pelle. Troverà il piacere alla fine del suo viaggio caotico e carnivoro?

Già vincitori nell’edizione del 2006 del concorso Experimental&Mutations, la coppia Forzani e Cattet torna al TOHorror in qualità di ospite, protagonista di uno degli eventi in programma quest’anno al cinema Romano.
Alla prima prova nella direzione di un lungometraggio (in pellicola) il duo belga dimostra ancora una volta la propensione per la visionarietà artistica e la passione per il cinema giallo italiano degli anni settanta. “Amer”, infatti, partendo da una trama gialla dal gusto morboso che caratterizzava certo nostro cinema di periferia, si presenta come una esperienza visiva di una potenza non usuale, arrivando a condensare una serie di perle tali da esprimere un totale e autentico omaggio al cinema popolare italiano, forse svelato dalla sospetta origine del nome di uno dei due registi.
Nel seguire la crescita sensuale di Ana, siamo precipitati in un cinema di sensazioni, di odori quasi, che riportano alla fruizione carnale di un certo cinema, quello dell’Italia post boom, delle prime rivo-
luzioni sessuali, della perdita dei tabù.
“Amer”, presentato e premiato in numerosissimi festival in tutto il mondo, è una gioia per gli occhi e per chi resta legato alle atmosfere del giallo di casa nostra, al quale si dimostra un sentito e partecipato inno.

FUORI CONCORSO | OUT OF COMPETITION (TOHorror OFF)

L’estate fredda

Cortometraggio | di Claudio Tacchi - Anteprima assoluta

Claudio Tacchi nasce a Pesaro il 1977, si diploma presso l’Istituto d’Arte d’Urbino specializzandosi in cinema d’animazione ed illustrazione.
Realizza alcuni cortometraggi d’animazione per poi dedicarsi completamente alla regia di videoclip musicali, spot pubblicitari e cortometraggi.
Il suo ultimo lavoro è “L’Estate Fredda” (pt. 2), un cortometraggio horror completamente autoprodotto, che segue in parallelo gli eventi del primo capitolo.
Anche questo episodio (scritto e sceneggiato dal regista) porta sullo schermo i grandi clichè dello zombie-movie cercando sempre dei punti di vista inusuali.
Si avvale della preziosa collaborazione di Carlo Diamantini agli effetti speciali.

 

7 a ritroso sortirà 7

Serie web | di Francesco Niccolai

Beatrice è afflitta da strani sogni ricorrenti in cui ogni volta vede se stessa morire per mano di un carnefice che non riesce mai a riconoscere né a contrastare.

7 A RITROSO SORTIRÀ 7, una miniserie di sette episodi pensata per il web, è un racconto dalla struttura bifronte, leggibile tanto in un senso quanto in quello opposto, in cui ogni avvenimento ha un significato duplice e contraddittorio, e segue la logica assurda di una frase detta al contrario.
Un film in cui l’ordine delle scene può essere rovesciato e riproposto a ritroso, in modo da ottenere una sorta di remake o sequel connaturato al film stesso, come in un gioco di specchi che riflettendosi l’uno nell’altro simulano l’Infinito.

 

INCONTRI | MEETING

Se il futuro spaventa, il passato terrorizza

Incontro con Luca Masali

Quante volte ci diciamo preoccupati per il futuro?
È una preoccupazione inutile, il futuro dipende da noi, possiamo sempre provare a raddrizzarlo.
Il vero orrore è alle nostre spalle, in quell’abisso che chiamiamo passato.
Il mostro si annida là, dove non possiamo più arrivare, dove non possiamo più fare nulla per evitare che la sua ombra oscura ci travolga e ci trascini un un incubo senza scampo.
Il passato senza speranza forgia un futuro orribile nei romanzi del Masali e non solo in quelli del Masali…
Dracula avrebbe bevuto soltanto latte, se non fosse stato per un peccato di tanti secoli fa.

 

Luca Masali

È nato a Torino, ma vive da tempo nei pressi di Milano.
Giornalista, ha pubblicato il suo primo romanzo, “I biplani di D’Annunzio”, vincendo il premio “Urania” di Mondadori nel 1995 e, l’anno successivo, il premio “Bob Morane” come miglior romanzo straniero al Festival del libro fantastico di Bruxelles.
Negli ultimi anni, dopo aver pubblicato “La balena del cielo” (Urania Mondadori 1997, Oscar Mondadori 2004, Sironi 2008) e “La perla alla fine del mondo” (Mondadori 1999, Sironi 2007) si è dedicato al noir, conquistando il premio “Azzeccagarbugli” con “L’inglesina in soffitta” (Sironi, 2004), mentre il recentissimo “La vergine delle ossa” (Castelvecchi, 2010) è un noir psicologico con risvolti horror ambientato nel manicomio di Collegno a fine ‘800.
Le sue opere sono tradotte in francese e spagnolo; tutti i romanzi di Luca Masali sono ora disponibili anche in formato eBook da Delos Books.

 

Lezione di cinema

In questo istante - Tempo e tempi nel cinema horror
Cosa può dirci un fi lm horror del nostro rapporto con il tempo? Come sono cambiate negli ultimi anni le nostre ossessioni e come è riuscito a raccontarle il cinema? Cosa succede alla nostra percezione del tempo se ci morde uno zombie?
Attraverso l’analisi di alcuni film si cercherà una risposta a questi e altri quesiti, provando a delineare i tratti comuni del genere cinematografico che più di tutti osa affrontare apertamente le nostre paure.

 

Antonio Marzotto

Nato a Pisa nel 1982 e cresciuto a Livorno dove ha lavorato come operatore e montatore video. Nel 2006 si è laureato in Cinema e Immagine Elettronica all’Università di Pisa e nel 2009 si è diplomato in Tecniche della Narrazione alla Scuola Holden di Torino.
Come regista ha realizzato documentari, reportage e spot. Tra i suoi cortometraggi il thriller Stefania, vincitore di numerosi premi tra cui il Reign of Horror Short Movie Award 2010 e il premio del pubblico al Fantastika Short Horror 2009.
Come videomaker ha collaborato con la Scuola Holden, il Circolo dei Lettori e Current TV.
Attualmente sta lavorando alla sceneggiatura del suo primo lungometraggio.

 

Elephant Man, l’eroe della diversità

Dal freak show vittoriano al cinema di Lynch - a cura di Gabriele Mina

Un libro sull’Uomo Elefante: al centro la storia dell’incontro fra Joseph Merrick, mostruosamente sfi gurato da una malattia degenerativa ed esibito in uno dei tanti freak shows inglesi, e Frederick Treves, il chirurgo che lo fa ricoverare al London Hospital. Ricorre quest’anno il trentennale di The Elephant Man di David Lynch, il film che rese celebre quella singolare pagina di storia di fine Ottocento.

Gabriele Mina, nato nel 1973, vive a Savona, insegnante e ricercatore in antropologia. Attraverso pubblicazioni e progetti multimediali, si è occupato dei rituali del tarantismo mediterraneo, della storia del corpo e della rappresentazione del diverso, dell’arte irregolare. Nel 2009 ha pubblicato il saggio Giovanni Marro - Francesco Toris, Ossessioni. Un antropologo e un artista nel manicomio di Collegno (Besa Editrice 2009). Cura il sito Costruttoridibabele.net

 

Performance lettura “Il richiamo di Cthulhu” (H.P. Lovecraft)

con Filippo Locantore e Elena Gabrielli
È l’alba del ventesimo secolo quando Howard P. Lovecraft comincia a sfornare i racconti del Ciclo di Cthulhu. Ormai, i buoni vecchi fanta smi della letteratura gotica sono ridotti a macchiette, e non fanno più paura a nessuno; così, Lovecraft sceglie di indagare incubi nuovi: i deliri provocati dal pensiero inconcepibile di uno spazio-tempo infinito.
Ne nasce quello che secondo i critici è un genere del tutto originale, collocato esattamente nel punto di congiunzione tra horror e fantascienza. In ogni caso, scordiamoci astronavi e altri marchingegni futuribili: nei miti di Cthulhu l’universo non è un territorio da esplorare e conquistare, ma solo la fonte di infiniti orrori che incombono su questa terra.
Dal cosmo Lovecraft evoca divinità aliene raccapriccianti: primo tra tutti il grande Cthulhu, che dorme negli abissi in attesa di riprendere il controllo sul mondo, e poi Nyarlathotep, “il caos strisciasciante”, e ancora Azathot, “il dio cieco e idiota che bestemmia e gorgoglia al centro dell’infinito”.
Molti orrori lovecraftiani prendono forma nel contesto di una geografia reale e quotidiana, che a poco a poco si connota di tratti inquietanti. Come spesso accade, i peggiori incubi ci attendono proprio dietro la porta di casa.

PARTNERS TOHff 2010

Café Liber
Cinema Romano
Grafica Piemontese
Mood libri & caffé
Fnac
Il bidone
VideoPuntoZero
Zero

RINGRAZIAMENTI | THANKS

Public Domain srl, Ministero della Comunità francese in Belgio, Beatrice Antonis, Eve Commence, Giampaolo Grisoli, Irene Mariatti, Vincenzo Ennio Infante, Mariagrazia Crisopulli, Federica Zancato, Isabella Bruschi, Francesca Armento, Stefano Della Casa.

Un particolare ringraziamento per la realizzazione dello spot del TOHorror Film Fest 2010:
Marco Testa, Giulia Mola, Giulio Milone, Elena Testa, Carla Graziani, Giovanni Polesello, Gianni Cocomazzi, Diego De Michele, Eugenio Buson.