VENERDÌ 20 OTTOBRE 2017 - Linea del traguardo in vista per il TOHorror 17, al suo quarto e penultimo giorno, aperto alle 17.00 da “Stranger in the Dunes” di Nicholas Bushman, thriller teatrale a tre voci dove fra moglie e marito non si mette soltanto un amico marpione e insopportabile, ma anche un bella quantità di misteri quantistici.
È poi toccato a “Redwood” fare da memorandum: quando si va a campeggiare nei boschi è meglio non lasciare mai il sentiero, specie se lo consiglia un ranger che va a zonzo armato di paletti di legno appuntiti.

Dai boschi inglesi alla pianura ferrarese il passo non è molto breve, eccetto che non sia la paura il trait d’union: mentre la coppia di “Redwood” lottava per sopravvivere, Luca Servini ha presentato “Il cinema dalle finestre che ridono”, saggio del quale è curatore dedicato alla produzione fantastica e orrorifica di Pupi Avati. Con lui, Claudio Mangolini e Flaminia Bolzan si sono lanciati in un resoconto sulle forme figurative della violenza nel cinema italiano presentando a loro volta il libro “Passione Nera”, prima che a terremotare il Festival arrivassero i cortometraggi (altro sold out) e soprattutto Andrew Getty.
Ci ha pensato il suo “The Evil Within” a scombinare coordinate e neuroni del numeroso pubblico presente in sala, che a fine proiezione ha potuto godere della ricostruzione della folle genesi del film attraverso lo sguardo critico di Chiara Pani.

Sipario calato su “Rift”, horror-drama islandese che ha diviso le opinioni, e sulle note dei videoclip a tema selezionati dal Seeyousound Music Film Festival, tra i quali lo splendido “Gosh” di Jamie xx, diretto dal figlio d’arte Romain Gavras (un tipo irrequieto da tenere d’occhio).

(Preview: per dessert abbiamo riservato l’ultimo film in concorso, le web series, i corti, gli incontri letterari, il fumetto Panini “Nomen Omen”, Louis Nero, Claudio Chiaverotti, le premiazioni e la lunga notte del party di chiusura al Blah Blah.)